Si è svolta a Bruxelles, il 30 settembre e il 1° ottobre, REACT 2026 (Rapid European Action for Countermeasure Threats), l'esercitazione organizzata dall'Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione europea (DG HERA). L'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) vi ha preso parte come player, assieme al rappresentante del Ministero della Salute.
L'esercitazione ha riunito circa 90 partecipanti: rappresentanti degli Stati membri, di Paesi dello Spazio economico europeo e partner, dei servizi della Commissione, di agenzie e istituzioni dell'UE e di organizzazioni internazionali come OMS. Lo scenario, del tutto fittizio, simulava un incidente radiologico con implicazioni transfrontaliere. L'obiettivo era verificare come Commissione e Stati membri coordinerebbero l'accesso alle contromisure mediche (MCM) e la loro disponibilità: farmaci, dispositivi diagnostici, attrezzature per la decontaminazione e dispositivi di protezione.
Nel corso delle sessioni plenarie e dei gruppi di lavoro, i partecipanti hanno affrontato diversi temi. Tra questi, la raccolta e lo scambio di informazioni su fabbisogni, carenze e capacità disponibili, l'uso dei sistemi europei di notifica e scambio dati, come ECURIE ed EURDEP, e il coordinamento tra i settori sanitario, della protezione civile, della difesa e della sicurezza radiologica.
ISIN ha portato nella discussione la prospettiva dell'autorità nazionale competente in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione. In particolare, ha illustrato il proprio ruolo nella notifica e nello scambio di informazioni in ambito ECURIE, nella fornitura dei dati delle reti di monitoraggio della radioattività alla piattaforma EURDEP e nel supporto tecnico alla valutazione della situazione radiologica.