Il "modello El Cabril", ISIN in visita al deposito di rifiuti radioattivi spagnolo
Una delegazione dell’ISIN, guidata dal direttore Francesco Campanella, ha effettuato una visita istituzionale presso il centro di stoccaggio di El Cabril, situato nella Sierra Albarrana (Cordova). La visita ha consentito di approfondire la conoscenza con il modello strutturale, tecnologico e gestionale - adottato in Spagna - per il trattamento e la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi a intensità molto bassa, bassa e media, provenienti dagli impianti nucleari e dai diversi usi (si pensi, per esempio, al settore medicale) di sostanze radioattive.
Il deposito di El Cabril è gestito dalla società pubblica Enresa.
Nel corso della visita, la delegazione dell'ISIN ha avuto accesso ad alcune delle aree ove avvengono le operazioni di ricezione, trattamento, condizionamento, trasferimento e stoccaggio finale dei rifiuti destinati a El Cabril, ed anche alle zone di supervisione e controllo, avendo modo di confrontarsi con il personale tecnicio-specialistico dedicato.
Un aspetto rilevante emerso durante la visita riguarda la collocazione geografica del sito è che El Cabril si trova all’interno della Sierra Albarrana, parte del sistema montuoso della Sierra Morena, in un’area di alto valore naturalistico, limitrofa al Parco Naturale di Hornachuelos.
Il deposito non solo non ha scalfito la biodiversità locale, ma l'ha protetta: l'assenza di pressione urbanistica e agricola ha trasformato i dintorni in un santuario ecologico.
È questa una connotazione fondamentale del deposito di El Cabril: averlo realizzato rendendolo un elemento garante della conservazione di un ecosistema purissimo.
El Cabril è un sistema autoconsistente che assicura un modello tecnico e gestionale di eccellenza, che si è dimostrato in grado di coniugare trasparenza comunicativa, efficienza gestionale e sicurezza nucleare.
Gli elementi conoscitivi acquisiti dalla delegazione ISIN, potranno certamente rappresentare un contributo utile per definire quella strategia operativa e quelle valutazioni tecniche che, nel nostro Paese, sono attualmente ancora in fase di discussione.
A tal riguardo, il direttore Campanella ritiene che “momenti come quelli avvenuti in questi giorni, e che hanno portato, prima, allo scambio di informazioni e di esperienze fra l’Ispettorato e l’omologa Autorità di sicurezza nucleare spagnola (Consejo de Seguridad Nuclear), poi alla visita del deposito di El Cabril, rappresentano occasioni irrinunciabili per un arricchimento professionale che poi porti a garantire - da parte della nostra Autorità - la migliore interpretazione di sè a vantaggio dei cittadini, ma anche per una opportuna maturazione di rinnovate consapevolezze tecniche, che si basino su dati oggettivi, informazioni concrete, e conoscenze reali, non sul pregiudizio e sul ≪sentito dire≫. La Spagna - ha continuato il Direttore dell’ISIN - può rappresentare, per tanti aspetti inerenti i temi della sicurezza nucleare e della gestione dei rifiuti radioattivi, un modello di confronto utile e stimolante, proprio perchè relativo ad un Paese che presenta diverse assonanze col nostro. Confrontarsi con altre realtà per provare a risolvere in modo efficace il problema della realizzazione del deposito nazionale, può risultare certamente utile a promuovere un approccio più sistemico ed armonico, al quale possano auspicabilmente contribuire tutti i soggetti e le amministrazioni a vario titolo coinvolte: l’Ispettorato farà in tal senso la sua parte, senza lesinare impegno alcuno, sperando che nel frattempo si concretizzi quell’opera di suo rafforzamento della quale si sta al momento discutendo presso le competenti commissioni parlamentari, all’interno del dibattuto in essere sul ddl delega in materia di nucleare sostenibile presentato dal Governo”.