Nucleare, il Direttore Isin al Festival Impatta Disrupt: "Noi siamo gli arbitri e non giochiamo pro o contro il nucleare”
Di fronte ad una platea costituita per lo più da studenti universitari, è la metafora calcistica quella utilizzata dal Direttore Campanella per fare comprendere quale sia il ruolo dell’Autorità di sicurezza nucleare in questo specifico momento storico nel quale si confrontano fazioni che spingono o frenano sulla strada di un nuovo programma nucleare italiano. "Immaginate che io sia il rappresentante degli arbitri", ha spiegato il Direttore. "A noi non spetta dichiarare quale sia la scelta migliore per il sistema, ma abbiamo l'obbligo di allenarci per essere pronti quando ci sarà bisogno di noi. La sicurezza non è un salto nel buio, ma una costante del nostro presente".
Isin non si schiera quindi, ma lavora per farsi trovare pronto quando il nostro Paese farà la scelta della tecnologia sulla quale puntare in prospettiva futura. Durante il suo intervento al Festival Impatta Disrupt, l'evento dedicato all'innovazione sostenibile promosso dal think tank Impatta e da Earth Day Italia, intervistato da Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day Italia, Campanella ha voluto spogliare il dibattito sul nucleare dalle storiche contrapposizioni ideologiche, per riportarlo su un binario di consapevolezza civile, ovvero sulla necessità di utilizzare il dibattito attuale non tanto per decidere come impostare il futuro, ma per comprendere meglio il presente. È infatti necessario capire che è proprio dalla comprensione del sistema di sicurezza che già oggi sovraintende agli utilizzi attuali dell’energia nucleare che può svilupparsi una cultura della sicurezza nucleare più avanzata di quella in realtà fino ad oggi consolidatasi.
Il messaggio finale è chiaro: l’Autorità non spinge né frena la politica energetica, ma vigila affinché ogni passo avvenga secondo rigorosi standard internazionali, forte anche del legame con l’IAEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, dove Isin rappresenta il nostro Paese.
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista ha riguardato il cosiddetto "bias del futuro". Campanella ha ricordato alla platea che la sicurezza nucleare non è qualcosa che guarda al futuro ma un tema attuale, che si nutre di alcuni numeri incontrivertivili, la cui significatività resterà intonsa anche quando la bolla rappresentata dal dibattito attuale finirà: 34.000 metri cubi di rifiuti radioattivi da gestire, 62 depositi temporanei in attesa del Deposito Nazionale, 17 installazioni nucleari civili, comprese le centrali in via di decommissioning, 235.000 trasporti annui di materie radioattive sul territorio nazionale.
"Siamo sicuri di essere pronti ad interrogarci sul domani possibile del nucleare senza sviluppare una cultura reale ed una consapevolezza profonda dell’oggi, e quindi una conoscenza solida di questi numeri?", ha incalzato Campanella, invitando i ragazzi a partire dall’analisi del presente per operare scelte più mature per il loro futuro.
Per superare la "sindrome del cortile" (NIMBY) e le lacune informative, il Direttore dell'Isin ha annunciato una novità imminente: un protocollo d'intesa con il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: "Vogliamo portare un progetto di formazione sul nucleare nelle scuole. Non il nucleare dei dibattiti urlati, ma quello delle realtà tecnologiche e produttive di oggi. Nulla è più condannabile che far scegliere i giovani senza fornire loro tutti gli strumenti per farlo consapevolmente".
In chiusura, sollecitato da Pierluigi Sassi sulla difficoltà italiana di superare le barriere culturali e territoriali, sintetizzabili con l’espressione metaforica classica “....basta che non sia nel mio guardino”, Campanella ha lanciato un monito: "Senza fare sistema, il nucleare nel nostro Paese non si farà: diventerà invece una sfida nazionale, superabile se davvero tutte le componenti coinvolte accetteranno di marciare nella stessa direzione e con la stessa velocità, mettendo al bando i particolarismi".